Enzo Sciabica Naturalista

Il naturalista Enzo Sciabica

Enzo Sciabica
(naturalista)

E’ noto che sono marsalese, nato il 23/9/1946, con la passione dell’ornitologia tramandatami da mio padre e da mio nonno materno. A Marsala, sin dalla più tenera età ho  avuto la possibilità di conoscere gli uccelli attraverso pubblicazioni ma soprattutto sul campo. Mio padre, tutti gli anni, tra l’altro, mi portava  a villeggiare in contrada Casabianca di Marsala in cui c’era pure una zona umida, il Margiu Pizzu. Il Margiu, con le svariate specie ornitiche acquatiche che ospitava sin dalla fine di agosto (allora dopo il ferragosto gli acquazzoni erano frequenti), è stato una sorta di palestra che ha accresciuto il mio grande amore per la Natura. Maggiorenne mi sono stabilito a Mazara del Vallo, quindi, vicino a Capo Feto in cui mio padre mi aveva portato, per la prima volta il 19/3/1956, ovvero quando non avevo ancora compiuto il X anno di età. Oltre a Capo Feto, la Natura a Mazara, almeno fino agli anni Settanta, conservava ancora molteplici aspetti: dalle assolate Sciare con la tipica macchia mediterranea bassa, alle altre zone umide, Lago Preola e Gorghi Tondi, i tanti Margi della vallata del Delia. A Mazara mi sono dovuto improvvisare anche ambientalista dato che agli inizi degli anni Ottanta, tra l’indifferenza dei mazaresi, ad esclusione di Vito Lentini (vero cacciatore), di Gianni Di Stefano (il noto preside del Liceo classico) e di Andrea Anselmi (all’epoca politico del P.C.I.), mi son dovuto opporre con tutte le mie forze al sotterramento del lago Preola. La battaglia fu cruenta ma, alla fine, grazie anche al pretore veneto, dott.ssa Bigattin (la Procura del Tribunale di Marsala mi è sembrata meno incisiva), la guerra fu vinta. In quello stesso periodo ho conosciuto un dirigente dell’Ufficio Parchi e Riserve dell’ARTA, e un ambientalista, allora giovincello tesserato LIPU, poi factotum di Legambiente Sicilia che, nel lungo tempo, mi sono sembrati congegni di un meccanismo distorto, se è vero, come mi è sembrato vero, che nel momento in cui avrebbero dovuto mostrarmi la loro amicizia e il loro impegno per la fattiva tutela del patrimonio naturale, mi hanno lasciato solo. Uno di loro, tra l’altro, da sempre nel Consiglio  Regionale per la Protezione del Patrimonio Naturale (CRPPN), ha ostacolato più di altri il cambiamento che la Regione, nel 2005, avrebbe voluto imprimere al sistema di affidamento delle aree naturali protette regionali. Onorevole Turano prima e CRPPN poi hanno, infatti, infranto il mio sogno di conduzione della riserva naturale integrale Lago Preola e Gorghi Tondi che attraverso un mio progetto, depositato nel corso del Bando Pubblico per la gestione dell’area, era stata inizialmente affidata all’Ass.ne ambientalista “ACLI Anni Verdi” di cui ero vice coordinatore regionale. Dall’ARTA, sono seguite le promesse, non mantenute, di compensazione del disguido, tanto che il 18/4/2011 ha pure dato mandato al dott. Francesco Antonio Gendusa  di visionare Capo Feto, assieme a me, a Piero Palermo (indimenticabile compagno di escursioni naturalistiche) e al dott. Roberto Fiorentino (ispettore provinciale per le riserve in affidamento all’ex Provincia), per avviare la pratica d’istituzione della riserva naturale.

Enzo Sciabica con Alessandro Andreotti (naturalista ligure)

Non ho potuto dimostrare come si gestiscono le riserve naturali, ma ritengo di avere dimostrato come si fa la ricerca sul campo degli uccelli e non è stato sicuramente per caso se, nel mazarese, sono riuscito a dimostrare per primo nidificazioni come quelle: dell’Anatra marmorizzata, della Moretta tabaccata, del Fistione turco, del Cuculo dal ciuffo e di  altre specie ornitiche ritenute rare. Non è stata sicuramente casualità l’acquisizione di amici naturalisti, come: Alessandro Andreotti, Nicola Baccetti, Ariel Brunner, Bruno Massa, Fabio Perco, Guido Perdisa, Edoardo Politano e Giampaolo Rallo. Non ho avuto ancora il piacere di conoscere Pierandrea Brichetti di presenza (il più conosciuto ornitologo italiano presidente dell’ex CISO coordinatore della nota rivista “Avocetta”), ma conservo una sua missiva in cui è scritto: “ …Lascia perdere (il tu è d’obbligo per due ornitologi, per di più del 46, classe di ferro!).  Lascia perdere le piccole invidie locali e continua sulla strada in cui credi…….Grazie a nome di tutti per la difesa del Pantano Leone!”. Con Edoardo Politano (il famoso ingegnere del Life di Capo Feto) e con Giampaolo Rallo (di Mestre ex consulente del Ministero dell’Ambiente per le Zone Ramsar), c’è più che amicizia e se oggi, oltre che alla ZPS ITA010031, esistono le Zone Ramsar (interesse internazionale), Laghetti Preola e Gorghi Tondi, Pantano Leone, più Capo Feto e Margi Spanò e Nispolelle, è per esclusivo merito tecnico nostro, oltre che passione. La guerra per la tutela del patrimonio naturale del mazarese, fino a quando ne avrò le forze, continua anche senza la qualifica di gestore di aree naturali protette siciliane.

Marmaronetta angustirostris (Anatra marmorizzata), uno degli Anatidi più rari al mondo, in pericolo di estinzione, scoperta al Pantano Leone di Campobello di Mazara da Enzo Sciabica, dopo oltre un secolo di assenza dall’Italia. Gli ultimi rilevamenti certi, al lago Massaciuccoli, risalivano al 1882 ad opera di Gragnani.