Il Pantano Leone di Campobello di Mazara come si presenta nella corrente primavera.

Il mignattaio è un bellissimo uccello dall’abito color bronzeo, appartenente all’Ordine dei Ciconiformi, famiglia dei Treschiornitidi la cui sottospecie, Plegadis falcinellus falcinellus, frequenta le nostre zone umide. Il nome scientifico sia nel Genere, Plegadis, che nella specie, falcinellus, si ispira certamente alla forma del lungo becco che è curvo come una falce, mentre il nome volgare, mignattaio, trae origine dalle sanguisughe o “mignatte”, vermi, Anellidi, di cui l’uccello si nutre. La fascia costiera della Sicilia sud-occidentale, non solo nei periodi della migrazione degli uccelli del Paleartico occidentale, è stata sempre interessata dalla presenza del mignattaio. Le Zone Umide del Mazarese in particolare, nonostante la contrazione degli habitat, con lo stato di abbandono in cui versano per il disinteresse delle amministrazioni locali, e nonostante il declino della popolazione (a livello globale) della specie, consentono di potere osservare ancora il mignattaio, con regolarità e con una certa facilità. Se storicamente la palude di Capo Feto, con i Margi Spanò, il Margio Nivolelle, i laghetti Preola, la Gorga di Frascia e la palude Ingegna (quest’ultimi tra Campobello di Mazara e Triscina di Castelvetrano) erano i siti del mazarese d’elezione, dal 1980, il Pantano Leone di Campobello di Mazara si è reso il sito dei siti. Fino al 2000, per l’incessante pressione venatoria e per i frequenti atti di bracconaggio, è stato impossibile potere monitorare la presenza del treschiornitide, ma dopo avere ottenuto la preclusione della caccia, dopo avere messo a rischio l’incolumità personale, mia e del caro, ineguagliabile, fu Piero (per gli amici) Palermo, per cercare di fare rispettare il divieto, non è stato difficile testimoniare la straordinaria capacità attrattiva del Pantano Leone anche per quest’uccello. In letteratura è noto che in Italia si riproducono una decina di coppie, essenzialmente in Emilia Romagna e in Sardegna, altrettanto può dirsi per quanto attiene allo stazionamento invernale (svernamento), con l’aggiunta di qualche altro sito della Puglia, della Toscana, del Veneto e della Sicilia orientale. Poco si sapeva invece della sua presenza in Sicilia occidentale e, quindi, in Sicilia sud-occidentale. La pubblicazione di “Avifauna della Sicilia Sud Occidentale”, del sottoscritto, Ed. Libridine, 2020, ha chiarito l’importanza delle Zone Umide del Mazarese anche per questo uccello, con stato di conservazione sfavorevole e, in particolare, l’importanza straordinaria del Pantano Leone. Qui, infatti, nel 2003 – 2004 si è registrato il primo caso di svernamento,

Pantano Leone, 30/1/2006: parte del gruppo di mignattai svernante in quell’anno.

dopo che 15 individui, dal mese di ottobre, hanno stazionato nel vicini lago Preola. Svernamento registratosi fino al 2009 (fino a 25 soggetti nel 2006), cioè fino a quando il Pantano è stato perennemente allagato, poi purtroppo il prosciugamento nei mesi estivi, dato che è stato interrotto definitivamente, senza misure di mitigazione dell’impatto, il rifornimento idrico. Nel 2005, i sedici soggetti svernanti, in primavera, si sono trasferiti al lago Preola e qui è avvenuta la prima nidificazione in Sicilia occidentale.

Pantano Leone, 26/10/2005: uno dei giovani nati al lago Preola in pastura al Pantano tra la vegetazione di panico acquatico.

Nel 2006 e nel 2007 ha nidificato, invece, al Pantano che, se non fosse andato incontro alle vicissitudini accennate nel libro, avrebbe probabilmente continuato a prestarsi per la riproduzione. Lo stagno quest’anno, inaspettatamente, ha ancora acqua a sufficienza e sta dimostrando di essere sempre il sito più gradito per il mignattaio. Dal 16 al 24 di aprile scorso se ne potevano contare 13 che probabilmente si saranno allontanati per raggiungere i siti di riproduzione. Dal 29, però, altri 16, probabilmente diversi dai precedenti, sono arrivati e il 30, seppure in condizioni di luce non ottimale (cielo velato), si sono lasciati avvicinare e riprendere in maniera soddisfacente anche perchè, come da fotografia a seguire, erano intenti a cercare e mangiare mignatte e in assenza di spari, dato il periodo di caccia chiusa, hanno dimostrato di sopportare la presenza amica.

Pantano Leone, 30/4/2022: gruppo di mignattai che dalla sponda nord-occidentale si sposta nella direzione del fragmiteto della parte est dello stagno.
Bellissimo esemplare adulto maschio che spicca il volo dalla sponda sud, parte centrale.
Lo stesso esemplare alla ricerca di mignatte.
La ricerca giunta a buon fine.

P. s. Fotografie eseguite tra il 2005 e il 2006 con fotocamera Zenit 122 e obiettivo MTO Zenit 1000 mm. Fotografie del 30/4/2022 eseguite con fotocamera Nikon D 60 e obiettivo Samyang 500 mm. (lente), f8. Assenza di sostegni.