Laguna di Tonnarella: fenicotteri rosa nei pressi della vegetazione della sponda nord.

E’ significativo leggere il comunicato di uno dei più esperti amministratori comunali di Mazara del Vallo a proposito del nuovo parcheggio che sta per essere completato a limite del Lungomare Fata Morgana. L’obiettivo è quello di decongestionare il traffico veicolare del Lungomare che conduce alla località balneare di Tonnarella e al Porto Nuovo, ovvero al traghetto per il collegamento con le Isole minori. In più, una fermata per i mezzi pubblici consentirà il trasporto, oltre che per la spiaggia e per il traghetto, anche altrove, considerata la vicinanza con la bretella stradale “Soprelevata” che si allaccia alla S. S. 115 e all’Autostrada A 29. Opera assolutamente condivisibile, ma dell’utilizzo che gli amministratori locali ne vogliono fare manca un riferimento che continua a fare riflettere sul loro impegno per la cura del territorio, sul loro interesse o rispetto per il patrimonio naturale e per il paesaggio. Lo stesso amministratore, tra i più preparati, nel pubblicizzare l’opera si sofferma, infatti, sulla posizione: “Di fronte il plesso scolastico (già con altro parcheggio in zona); Vicino il Porto Nuovo (già servito da ampio spazio di posteggio); Vicino la Sopraelevata“, ma non il minimo accenno alla contigua area marino-costiera (demaniale) di straordinaria importanza ecologica e paesaggistica. Area oggetto di particolare attenzione da parte degli stranieri che transitano e si fermano sul Lungomare Fata Morgana, attratti dallo specchio d’acqua marina che si nota, appunto, dallo stesso Lungomare e dalla stessa Soprelevata.

Fenicotteri rosa in fase di corteggiamento, visibili dal Lungomare Fata Morgana.

E’ la laguna di Tonnarella che l’ANAS avrebbe voluto “colmare”, tra gli anni Settanta e Ottanta, per consentire l’atterraggio della summenzionata bretella stradale, rimasta incompiuta per circa trent’anni. Progetto modificato e portato a termine nel 2014, evitando di colmare la laguna che durante il lungo periodo di abbandono ha dato vita ad un ecosistema naturale da Eden, come da documentazione fotografica iniziale e a seguire.

Mestoloni in riposo tra la vegetazione della sponda nord-ovest, ripresi dalla strada comunale.
Guizzo di cefalo ripreso da Davide D’Amico (naturalista di Palermo) dalla stessa strada.

Spirito santo di falco di palude eseguito in prossimità dell’osservatorio ricavato dai volontari dell’Ass.ne GIVA a limite del Lungomare Fata Morgana.
La diga foranea (parte del muraglione di cemento di cui alla foto) che ha dato vita al bacino lagunare, nel tempo si è perfettamente integrata all’ambiente dato che fa da posatoio, specialmente nelle giornate soleggiate, anche per gli uccelli acquatici. Il 17/3 il cielo era coperto e il mare agitato si infrangeva contro la diga, eppure gli uccelli non mancavano. (Fotografia eseguita a circa 150 m. di distanza, obiettivo 500 mm. nonostante la luce pessima).

Eppure l’amministratore, gli amministratori locali, sembrano non essersi accorti di questa realtà; sembrano non avere percepito che quel parcheggio sarebbe l’ideale per consentire la sosta ai visitatori della laguna, costretti a parcheggiare proprio lungo la sponda nord della zona umida; sembra anzi che per loro l’intera area, del Demanio Marittimo, non si trovi a Mazara del Vallo. Il sito, sembra, addirittura, che sia lasciato a disposizione di tutti per smaltirvi qualsiasi genere di rifiuto che favorisce la proliferazione di topi; a disposizione per l’allevamento di cani allo stato brado, come da documentazione fotografica a seguire.

Sacco di rifiuti non certamente caduto dal cielo e topi lungo il muretto di cinta che separa il Lungomare Fata Morgana dalla laguna.
Una delle tante cucciolate partorite nell’area lagunare. Ha destato maggiore sgomento il fatto che a circa tre mesi d’età i cuccioli venivano prelevati mentre i riproduttori venivano lasciati sul posto. La fattrice (non è stata la sola) di cui alla fotografia è stata catturata di recente in seguito alle continue proteste di naturalisti ed ambientalisti.
Scodelle per l’alimentazione dei cani e rifiuti lasciati lungo la sponda nord della laguna.
Panoramica della parte lagunare confinante con il Lungomare Fata Morgana, nei pressi in cui i volontari GIVA hanno ricavato un punto di osservazione. Non c’è da stupirsi considerato che ci stanno altri angoli ancora più sporchi
Sempre e dappertutto contenitori per l’alimentazione canina.

Non è un caso che gli animalisti che operano per il benessere degli animali di compagnia o di affezione sono arrivati a definire l’area demaniale: “luogo da film dell’orrore“. Il parcheggio sorge proprio a limite dell’orrore e si protrae per il Lungomare Fata Morgana, ovvero nella località turistica più importante di Mazara del Vallo. Sarà per questo “orrore” che l’amministratore comunale volga lo sguardo altrove?