(Parte prima)

Laguna di Tonnarella: fenicotteri adulti nel periodo della riproduzione.

Nell’Olocene (Quaternario), ovvero nel periodo alluvionale, tra la fauna europea ed italica è già presente il fenicottero. Gli studi ornitologici, avvalorano il fatto che la leggenda dell’uccello di fuoco, la Fenice, trasmessaci da Erodoto, ha un fondo di verità. La Fenice infatti, dal greco Phoenikopteros o dal latino Phoenicopterus, colore rosso e ala, uccello dall’ala rossa quindi, secondo gli antichi egizi, era originaria dell’Etiopia. Giunta sul passo estremo della sua estrema età, calcolata secondo la leggenda intorno ai cinquecento anni, costruitasi una pira si lasciava incendiare dai raggi solari. L’indomani, però, risuscitava dalle ceneri e si involava verso Eliopoli, denominazione greca della città di Baàlbek, a circa sessanta chilometri a nord di Damasco in cui si adorava Baàl, dio del sole, Elios per i greci. E’ qui che veniva solennemente convalidata la sua rinascita dopodichè poteva ritornare in Etiopia per perpetuare il suo ciclo di vita, morte e rinascita. E’ proprio in Africa orientale, a cominciare dall’Etiopia, con i suoi laghi più o meno salati che si snodano lungo la depressione della “Great Rift Valley” , fino allo Zampesi, che si trova la patria d’elezione del fenicottero che frequenta e si riproduce (più di recente) anche in Europa. All’origine, gli ornitologi sapevano che la maggior parte del fenicottero rosa (quello che osserviamo nelle nostre zone umide) si concentrava tra l’altopiano e la vallata del Rift, ma non conoscevano esattamente dove si riproducesse. Come l’Araba – Fenice del Demetrio di Metastasio: “Che vi sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa“. Fino a quando, nel 1954, il naturalista Leslie Brown, tra la Tanzania e il Kenya, su di una lingua di sabbia, a sei chilometri dalla riva del lago Notron, grazie ad una rilevazione aerea, scoprì i classici nidi a forma di tronco di cono. Le particolari condizioni dell’area, con i riflessi delle lastre saline, concentrate sul lago, avevano nascosto, infatti, al ricercatore terrestre, questa meraviglia. La classificazione del fenicottero per molto tempo ha diviso gli studiosi considerato che ha molte caratteristiche in comune con i Ciconiformi e con gli Anseriformi anche se la parentela più stretta è con i Ciconiformi, in virtù della struttura proteica dell’albume dell’uovo. Si è preferito quindi attribuirgli un ordine a sè: Phoenicopteriformes, famiglia Phoenicopteridae. Il genere Phoemicopterus è sicuramente più conosciuto nella specie ruber che è suddivisa in tre sottospecie: roseus, ruber e chilensis. Il Phoenicopeterus ruber ssp. roseus è il tipico fenicottero maggiore che popola il bacino del Mediterraneo, foce del Rodano, Spagna meridionale, Sardegna, Sicilia, regione Sarmatica, Africa settentrionale e Africa orientale. Phoenicopterus ruber ssp. ruber è tipico delle isole tropicali e subtropicali dell’America e della costa Atlantica. Phoenicopterus ruber ssp. chilensis è del continente Americano, del Cile in particolare. Non v’è dubbio che le tre sottospecie hanno caratteri ed abitudini comuni e la variazione del colore dell’abito dipende da fattori ambientali e alimentari. La specie Phoeniconias minor è l’unica del suo genere e si distingue dal cugino maggiore, oltre che per la minore mole (circa 90 cm.), per il colore rosso esteso al dorso oltre che alle copritrici alari. Il becco è più piccolo e non supera i 10 cm.. E’ stazionario dell’Africa orientale, del Madagascar e dell’India nord-occidentale. E’ la specie più numerosa, nei laghi attraversati dal Rift sono stati contati, infatti, più di tre milioni di esemplari contro i circa cinquantamila del cugino maggiore. Nel lago Magadì (Kenia) sono state contate più di un milione di coppie del minore e non più di diecimila coppie del maggiore. Gli americani: Phoenicoparrus andinus e Phoenicoparrus jamesi, a differenza degli altri sono tridattili e vivono nei laghi salati delle Ande, essenzialmente in Bolivia. La specie jamesi è stata ritenuta estinta, ma è stata rinvenuta nel 1957. Al mondo si contano più di quattro milioni di fenicotteri e più della metà vivono in Africa orientale. (Fine prima parte).

Gruppo di fenicotteri rosa adulti nella Laguna di Tonnarella (Mazara del Vallo).
Matriarca in mezzo a giovani nella gorga dell’Abisso di Capo Feto (Mazara del Vallo)
In volo su Capo Feto
Capo Feto: giovane alla soglia del terzo anno di età.

Laguna di Tonnarella: gruppo di fenicotteri rosa al calar del sole.