I tordi sono uccelli essenzialmente migratori, dell’ordine dei Passeriformi, famiglia Turdidi. Dalle nostre parti i più comuni, tra quelli di taglia più consistente sono: il Tordo bottaccio, Turdus philomelos, e il Tordo sassello, Turdus iliacus. Il sassello da noi, sia nel corso delle migrazioni che nel periodo di svernamento è sempre meno abbondante del bottaccio e, mentre il bottaccio si riproduce sicuramente nell’areale alpino e sull’Appennino (Abruzzo, Publia, Calabria), non altrettanto può dirsi del sassello. Pierandrea Brichetti, noto ornitologo di Verola Vecchia (Brescia), a decorrere dal 1985, ha segnalato qualche caso di nidificazione in Padania, ma probabilmente di coppie, secondo l’ornitologo, liberate o sfuggite alla cattività. La maggior parte dei sasselli che vengono rilevati in Italia sono quelli della forma tipica Turdus iliacus iliacus (esiste anche la sottospecie Turdus iliacus coburni, originaria delle isole Faroer e dell’Islanda) la cui filopatria è la Scandinavia o la Finlandia o la Siberia, fino al lago Baikal. Il Tordo bottaccio, da noi, comincia a farsi vedere dalla seconda decade di ottobre ed è facile rinvenirlo anche tra i vigneti in cui cadono le foglie, ma permane qualche acino d’uva che attira la specie. Il sassello aspetta che la colonnina di mercurio scenda ulteriormente per iniziare a farsi osservare lungo le fiumare in cui permane alberatura idonea, in giardini, in parchi urbani (nelle città in cui esistono e sono curati), tra gli ampelodesmeti dei costoni con rocce affioranti, tra i canneti di Arundo donax (Canna comune) lungo i fiumi o che fanno da contorno in altre zone umide. A Mazara del Vallo, il luogo alla periferia della città in cui poteva essere osservato era il tratto alberato del fiume Mazaro, ovvero in quella parte del fiume che scorre in località Miragliano (Giardino dell’Emiro). I salici bianchi, i pioppi, i lecci (Quercus ilex) e i carrubi che scendevano in prossimità delle sponde, a decorrere dal mese di agosto del 2019, sono stati, però, completamente demoliti, nonostante le proteste e le denunce. Il sassello è più esigente, più sospettoso e schivo del bottaccio e, dalle nostre parti, con l’inarrestabile contrazione degli habitat idonei ad accoglierlo, è quasi impossibile poterlo fotografare in natura, senza specifici, lunghi appostamenti. Per questo nella descrizione che gli ho riservato in “Avifauna della Sicilia Sud Occidentale” manca una sua fotografia. L’8 c. m., però, mentre alla Laguna di Tonnarella (colmata B) ero concentrato nella ripresa del pettazzurro, altro Turdide di piccola taglia, ancora più criptico, oggetto della pubblicazione precedente a questa, finalmente, ho potuto riprendere pure il Tordo sassello. Entrava ed usciva dai canneti della sponda nord della laguna con i pettazzurri e con i pettirossi (altro piccolo Turdide). L’ho fotografato prima assieme al pettirosso (il pettazzurro è rimasto fuori dalla portata del teleobiettivo), successivamente, quando si è avvicinato ulteriormente e mi ha dato il tempo di passare dall’obiettivo 300 al 500 mm. (manuale non uso autofocus, molto costosi e poco appaganti) l’ho immortalato nella posizione classica dell’uccello che cerca di capire che cosa ci faccia un essere umano nel suo ambiente senza che lo aggredisca, senza che lo disturbi, come se gli volesse dire, fratello in questo contesto rimaniamo entrambi figli di madre natura.

P. s. Si acclude anche la fotografia del Tordo bottaccio per fare notare la differenza con il sassello.