Le zone umide siciliane, almeno le più note, per la diversità biologica che le contraddistingue, per le dimensioni, per la posizione comune che occupano nel Mediterraneo, non possono essere oggetto di  paragone. Per questo motivo mi sono mantenuto nel vago quando mi è stato chiesto quale fosse la più importante di esse per la ricettività degli uccelli acquatici, anche se il pensiero è corso al Pantano Leone (primo sito italiano della nidificazione documentata dell’Anatra marmorizzata, primo sito siciliano

della nidificazione documentata del Fistione turco, uno dei siti italiani con più alta densità riproduttiva della Moretta tabaccata), a Capo Feto, al vecchio Biviere di Lentini (me ne parlava mio padre), alla foce del Simeto, ai Pantani della Sicilia orientale, a Vendicari, ai laghetti Preola, alle Saline di Trapani e Paceco. Non mi sono espresso in maniera chiara neanche quando Giuseppe Rannisi (ornitologo, rappresentante LIPU), venuto da Catania con la famiglia in visita al Pantano, una mattina di pasquetta di circa dieci anni fa, nell’osservare le anatre marmorizzate che, con le morette tabaccate e  con i fistioni turchi, si preparavano alla nidificazione, quasi commosso mi chiese: “ ma allora, davvero questo stagno è il sito della Sicilia più?”. Lui estimatore della foce del Simeto, convinto come me che i paragoni in questi casi è meglio non farli, si bloccò, ma guardandomi fisso negli occhi abbozzammo un sorriso e ci capimmo. Il Pantano non è più quello di prima, ma con le piogge autunnali si rende sempre meta prediletta degli uccelli, quelli acquatici in particolare. Gli atti di bracconaggio, però, non hanno lasciato capire appieno la sua attuale potenzialità ricettiva, visto che la caccia illegale agli anatidi prende più corpo proprio nel periodo del censimento invernale e in quello delle vicine festività natalizie. Quest’anno, finalmente, lo Stato si è deciso a mandare nel trapanese i Carabinieri forestali che hanno posto un freno all’anarchia che regnava nella pratica della caccia.

Al Pantano quest’anno, per la prima volta, non si è sparato e in appena due ettari di bacino allagato, mentre fino allo scorso anno a giornate di piena di uccelli si alternavano giornate di magra, fino a ieri, dal 20/8 (primo acquazzone) è un continuo pullulare di uccelli acquatici che richiamano quelli rapaci. Ieri, domenica, c’erano più di 2000 alzavole e tanti codoni, mestoloni e fischioni, tanti beccaccini e due mignattai. Sono stato, pertanto, indotto a rompere gli indugi e a pensare che il Pantano sia davvero la zona umida della Sicilia più ricettiva d’uccelli acquatici. Lo Stato continui a fare sentire la sua presenza, la Regione si impegni di più nella salvaguardia del patrimonio naturale e altri potranno costatare come il Pantano, incastonato nel Parco Archeologico delle Cave di Cusa,  sia davvero uno “scrigno di biodiversità”, come è già stato definito da gente del settentrione che se ne intende.

Enzo Sciabica.