Il dragaggio del porto di Mazara è fermo per una serie di motivazioni, note essenzialmente agli urbanisti, ai tecnici in genere del settore e alle persone esperte. Coloro che avrebbero voluto continuare ad effettuare la pulizia del fondale portuale con procedure ambientali alla stregua, a quanto sembrerebbe, della pulizia eseguita intorno al 2000, hanno cercato invece un capro espiatorio sul quale scaricare tutte le colpe del mancato dragaggio.

Basta leggere la pagina, a seguire, del periodico “LA FRONTIERA, Anno XXIII – Nr. 2 – 31 Agosto 2012, per percepire quanto sopraddetto. A distanza di tempo, a rileggere quelle accuse, benchè sempre infamanti, vien pure da ridere, visto che, alla luce della realtà, finiscono col ricadere su chi le ha confezionate. Dallo scritto traspare, infatti, che il fiume Mazaro, ovvero il porto, ha bisogno di essere “DISINQUINATO”, ma non sembra importare il fatto che l’inquinamento sia trasferito più in prossimità di Tonnarella; che la Colmata B, laguna di Tonnarella, avrebbe dovuto essere colmata, oltre che per consentire il passaggio e l’atterraggio della Soprelevata, per realizzare altre opere impattanti, “centro stoccaggio rifiuti portuali compreso” (come da Verbale del 2008 redatto presso la Capitaneria di Porto). La Soprelevata, però, è stata regolarmente completata, altro che “mare di milioni di Euro bloccati”, nel rispetto più possibile dei valori ambientali e della paesaggistica, come prescrivono le più moderne leggi, con ingente risparmio di soldi, lasciando la laguna, Colmata B, a mitigare l’impatto “lungo l’attacco alla costa”. La Regione, contrariamente all’articolo, non ha mai usato il termine di “pozzanghera” per la Colmata B, termine pronunciato esclusivamente da qualche mazarese che prima, probabilmente, avrebbe voluto interrare anche la palude di Capo Feto, lasciata comunque nel più assoluto abbandono e degrado, destinata, al massimo, ad accogliere pellegrini, ciclisti, amanti di sapori e saperi, diversi però da quelli per i quali la palude è stata destinata a livello nazionale.

Infine, la laguna di Tonnarella (Colmata B) che accoglie tante specie ornitiche protette, non ha mai ospitato l’Anatra marmorizzata, sicuramente chiamata in causa per stizza nei confronti di chi l’ha scoperta al Pantano Leone di Campobello di Mazara e lo stesso naturalista, accusato addirittura di affossare l’economia mazarese per salvaguardare la Colmata B, non è affatto “cacciatore pentito”, anzi rimane assolutamente convinto del fatto che la passione per la natura si accresce, soprattutto, praticando la caccia (istinto primordiale dell’uomo), nel rispetto delle regole che però non sembrano più adeguate ai tempi (cosa che ha indotto il naturalista a sostituire la doppietta con la macchina fotografica). E non è per caso se i più noti naturalisti, si cita per tutti il famoso Fulco Pratesi, rappresentante di nota associazione ambientalista, hanno praticato la caccia. Il sacrificio del capro espiatorio è comunque servito se è vero, come è vero, che il Direttore regionale dell’ANAS, ai tempi del completamento della Soprelevata, ha dimostrato di riconoscere l’importanza, naturalistica, paesaggistica e turistica della Colmata B, Laguna di Tonnarella, importanza compresa oggi anche dall’ex amministratore comunale, più sensibile e ragionevole, che all’epoca delle accuse e delle fotografie sbattute sulla Frontiera non ha potuto tirarsi indietro.

Enzo Sciabica.

Segue pagina 7 della “Frontiera”, Nr. 2 del 31/8/2012.

Frontiera Nr. 2 del 31/8/2012

 

La Laguna di Tonnarella, contrariamente a quanto possono dire i detrattori, non è solo “uccellini”, ma è anche flora e fauna pelagica (nella foto a seguire pescatore con una delle anguille estratte dal cesto). Nel settentrione d’Italia ne avrebbero fatto anche un vivaio di pesci.