La Pettegola che quest’anno ha nidificato nella Gorga Politano

La Pettegola nidificante nel 2017 in volo d’allarme.

Il primo nato di Pettegola a Capo Feto.

Per la sua posizione geografica e per le sue qualità biotiche ed abiotiche, la palude di Capo Feto è tra le zone umide siciliane con elevatissimi valori di biodiversità (SCIABICA, 2004); nonostante ciò, non è stata inclusa tra le Riserve Naturali e non figura neanche nel Piano regionale delle riserve. Il
sito tuttavia è compreso fra quelli di importanza comunitaria (SIC) ed è elencato anche fra le zone di protezione speciale (ZPS) della Regione Siciliana (Paludi di Capo Feto e Margj Spanò, ITA010006). Il ministero dell’Ambiente nel luglio 2011 l’ha riconosciuta come zona umida tutelata ai sensi della Convenzione di Ramsar, insieme alle paludi di Margi Spanò, Nespolilla e Milo (Petrosino), alla Riserva naturale integrale Lago Preola e Gorghi Tondi e lo Stagno Leone.

Nel 2017 a Capo Feto è stato possibile registrare la nidificazione della Pettegola Tringa totanus, Scolopacide dallo status di conservazione sfavorevole in Europa (SPEC2) (BIRDLIFE INTERNATIONAL, 2017), nidificante in Italia ma in aree ricadenti in appena 5-6 regioni (BRICHETTI & FRACASSO, 2004). In precedenza questa specie era stata trovata nidificante alle saline di Trapani nel 2002 (BRICHETTI & FRACASSO, 2004) ed il 1° giugno 2012 alle Saline di Punta Cugno (Augusta, Siracusa) (2 coppie con pulli: R. Ientile, http://www.ornitho.it). A Capo Feto è migratrice regolare, svernante ed estivante. In anni recenti è stata ritenuta una possibile nidificante, poichè il numero di individui osservabili nell’arco dell’intero anno è andato crescendo da un paio ad otto. A decorrere dal 2005, in seguito alla conclusione del progetto Life Natura (nel 1999, l’Amministrazione Comunale di Mazara del Vallo, grazie all’intervento della provincia regionale di Trapani, ottenne il finanziamento per un progetto per la riqualificazione del biotopo), alcune gorghe (dal vernacolo gurghi o vurghi) sono state allagate permanentemente. Il progressivo prosciugamento della Gorga della Tonnara ha indotto i sei individui presenti a trasferirsi nella “Gorga Politano” (dal nome del tecnico, Edoardo
Politano, coordinatore del progetto Life, che ha modificato e unificato due vecchie gorghe, originariamente denominate Lunghe, che costeggiavano il Canale di Corleo, rendendole perennemente allegate). Tuttavia, a causa della presenza di greggi di pecore e dei cani del pastore, intorno al
10.V.2017, come accaduto in anni precedenti, le pettegole si sono disperse. La ricerca è stata pertanto ampliata nell’estrema parte est della palude (la Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Trapani, con la consulenza del Tecnico del Life, nel 2006 vi ha realizzato altri chiari perenni) (SOPRINTENDENZA
PER I BENI CULTURALI ED AMBIENTALI DI TRAPANI, 2009). Il 20.V.2017, pertanto, ho avuto modo di osservare un individuo di Pettegola dall’esteso ed intricato salicornieto che si sviluppa attorno alle sponde dello “Stagno S3” (così identificato nel progetto della Soprintendenza). L’individuo, anziché allontanarsi, emettendo il caratteristico fischio, mi è venuto incontro e subito dopo ho visto involare un altro individuo che, con il primo che continuava a fischiare con maggiore frequenza, si è limitato a compiere ampi volteggi sulla stessa zona. Ritornato sul posto il 27 e il 31.V.2017, ho individuato il luogo di nidificazione. Il 18.VI.2017, quando uno dei due giovani nati, dopo circa una settimana di vita, si è reso più autonomo, sono riuscito a riprenderlo alla distanza di circa 80 m. Nei giorni seguenti ho notato che uno dei due giovani, il meno autonomo ma apparentemente più robusto, seguiva e si disperdeva con uno dei riproduttori tra la vegetazione dei limitrofi Stagni, identificati dalla Soprintendenza come “S 2” e “S 4”, mentre quello più autonomo, al solito orario, intorno alle 10.30, si riportava fuori dalla vegetazione, ripercorrendo e beccando nella fanghiglia, lungo lo
stesso tragitto. Il 2.VII.2017 il giovane ha compiuto pochi metri di volo, confermando che intorno a venticinque giorni dalla nascita è stato nelle condizioni di compiere i primi voli. La mattina del 4.VII.2017, in previsione del fatto che potessero lasciare il sito di nidificazione (eccessivamente
disturbato), ritornato sul posto ho rilevato un adulto e il solito giovane oggetto delle riprese precedenti. Dal 30.VI.2017 non ho più visto l’altro adulto con il secondo giovane ma, la stessa mattina del 4.VII.2017, nell’eseguire il rilevamento alla vicina Laguna di Tonnarella, ho fotografato un adulto con un giovane di Pettegola, di taglia e abito uguale a quello ripreso a Capo Feto. Il fatto che il giovane, piuttosto che involarsi, abbia tentato di raggiungere e celarsi tra il salicornieto, inducendo l’adulto a rimanere, in guardia, sul posto, mi ha fatto ritenere che si trattasse degli stessi individui osservati a Capo Feto. Questo avviene anche per altre specie, come il Cavaliere d’Italia Himantopus himantopus, il Fratino Charadrius alexandrinus, che nidificano a Capo Feto, e con la prole, appena
possibile, si trasferiscono nella Laguna di Tonnarella. In assenza di cani e di altri fattori di disturbo, nella Laguna di Tonnarella hanno infatti la possibilità di completare il loro ciclo biologico.

Ringraziamenti – Ringrazio Giovanni Genna, guardia zoofila e ambientale, che mi ha accompagnato con il fuoristrada in prossimità dell’area di riproduzione della pettegole di Capo Feto e Renzo Ientile, per avermi permesso di citare il dato di nidificazione rilevato nel 2012.

BIBLIOGRAFIA
BIRDLIFE INTERNATIONAL, 2017. European Birds of Conservation Concern (compiled by Staneva A. & Burfield I.). BirdLife International.
BRICHETTI P. & FRACASSO G., 2004. Ornitologia italiana. Vol. 2. Tetraonidae-Scolopacidae. A. Perdisa ed., Bologna.
SCIABICA E., 2004. Capo Feto. F & F CED Editori, Mazara del Vallo.
SOPRINTENDENZA PER I BENI CULTURALI ED AMBIENTALI DI TRAPANI, 2009. La Palude Costiera di Capo Feto – Arti Grafiche Campo per conto della Soprintendenza BBCCAA di Trapani.